Esce sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia del 25/10/2013 la GUIDA PER IL PAZIENTE CHE SI RICOVERA IN OSPEDALE (pag.71) ove con tutti gli sforzi possibili, e poco apprezzabili, sembra evidente l'assenza nel Comitato scientifico di Personale infermieristico che scriva sul ruolo della figura dell'Infermiere all'interno dell'ospedale. Da vecchia e cattiva abitudine i Medici scrivono ancora sugli Infermieri (sarebbe interessante leggere ciò che gli Infermieri scrivessero sul ruolo dei Medici). Ecco il testo: (...)" Infermieri. Anche gli infermieri portano sulla divisa la targhetta con foto, con le stesse conseguenze favorevoli riportate a proposito dei medici. I compiti degli infermieri sono due, l’uno e l’altro essenziali per la Sua vita in ospedale. Il primo compito consiste nell’eseguire procedure tecniche, di vario impegno, di cui durante la degenza Lei potrà avere bisogno: per esempio, fare un prelievo venoso o un trattamento endovenoso, montare e regolare una fleboclisi, introdurre un catetere vescicale, accompagnarla in bagno, o eventualmente provvedere alla Sua pulizia se come accade il numero di operatori socio-sanitari in servizio nel reparto è insufficiente. Il secondo compito consiste nella sorveglianza delle Sue condizioni giorno e notte, intervenendo direttamente oppure chiamando il medico più vicino o il medico di guardia se Lei sta male e ha bisogno di aiuto. Per svolgere bene questi compiti è necessario che gli infermieri siano in numero sufficiente (e questo non sempre è vero) e che abbiano una competenza che raggiungono attraverso l’esperienza e tre anni di preparazione universitaria. Ma non solo: sono compiti che richiedono anche comprensione, capacità di comunicazione e vicinanza umana verso i pazienti (quella che si chiama empatia). Gli infermieri generalmente posseggono queste doti, come indica l’osservazione che sono rari i reclami agli organi di controllo per mancanza di rispetto o cattiva comunicazione nei confronti degli infermieri."(...) GUIDA PER IL PAZIENTE CHE SI RICOVERA IN OSPEDALE Naturalmente negativi i primi commenti dei Colleghi: Pasquale Dolore il 29 ottobre alle 10.19.30 scrive: ...E mentre noi parlavamo di evoluzione professionale in senso europeista la Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia del 25/10/2013 pubblica a pagina 71 la GUIDA PER IL PAZIENTE CHE SI RICOVERA IN OSPEDALE. Consiglio a tutti di leggerla perche' c'e' davvero da riflettere! Leggo che <<"anche" l'infermiere veste una divisa e tra i suoi compiti quello di accompagnare il personale in bagno non prima pero' che il paziente abbia ricevuto informazioni "essenziali" da parte della "caposala" di dove i bagni siano ubicati>> ...ma non basta! <>... <> mi raccomdando!! P.S.: hanno avuto pure il coraggio di ringraziare il Comitato etico per aver scritto queste baggianate! ..mi domando dove stia l'IPASVI!VERGOGNA. E' veramente SCANDALOSO il testo di quanto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia.
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martedì 29 ottobre 2013
giovedì 19 settembre 2013
giovedì 25 luglio 2013
Aspiranti Dirigenti Infermieri: quale scarso futuro!
Si riporta un interessante articolo del Nursing Up del Lazio sulla scarsa cultura e importanza data alla Dirigenza del Comparto.
I leitmotiv della campagna elettorale del Neo Presidente della Regione Lazio Zingaretti sono stati meritocrazia e trasparenza nelle cariche pubbliche. In effetti i primi provvedimenti sembravano orientarsi in quella direzione, tant’è vero che per la prima volta una commissione super partes valuterà i curriculum degli aspiranti Direttori Generali delle Aziende Sanitarie Laziali permettendo soltanto ai più meritevoli di ambire a ricoprire il ruolo.
Lo stesso discorso non vale invece per gli aspiranti Dirigenti Infermieri!
Ancora una volta la disciplina infermieristica viene trattata con superficialità e ignoranza. Tali considerazioni derivano dalla lettura del “Nuovo atto di indirizzo per l'adozione dell'atto di autonomia aziendale delle Aziende Sanitarie della Regione Lazio” pubblicato sul Bollettino Ufficiale Della Regione Lazio - N. 45. Nel documento, piuttosto articolato, la questione della dirigenza infermieristica è liquidata con poche righe, si legge infatti:
“Il Servizio infermieristico tecnico e riabilitativo aziendale è una struttura dotata di autonomia gestionale, titolare di indirizzo, direzione organizzazione e coordinamento del personale infermieristico, ostetrico, tecnico sanitario, riabilitativo, di prevenzione e degli operatori di supporto che operano nell’Azienda. Il Servizio si propone di assicurare un’assistenza personalizzata e di qualità a tutti gli utenti garantendo l’impiego ottimale delle risorse disponibili, nel rispetto delle norme etiche e deontologiche. Il Dirigente sanitario responsabile del servizio è un operatore appartenente alle professioni di cui alla legge 251/00 in possesso dei requisiti professionali previsti dalla normativa vigente. E’ nominato dal Direttore Generale, attraverso idonea procedura ai sensi dell’art. 7 della Legge 251/2000, nonché le norme del CCNL 3/11/2005 s.m.i.,con il conferimento di un incarico triennale rinnovabile”
La lettura di quanto sopra ci lascia sconcertati per diversi motivi, il più banale è che il passaggio è interamente copiato dal decreto regionale n.40 del’11 giugno 2011 adottato dalla giunta Polverini, a dimostrazione del fatto che cambiano i nomi, passa il tempo ma la sostanza è la stessa; il secondo motivo è che per il conferimento dell’incarico di Dirigente Infermieristico si fa riferimento all’art. 7 della legge 251/2000. Tale articolo rappresenta una “disposizione transitoria” che permetteva alle aziende che volevano istituire la Dirigenza Infermieristica , in attesa dell’avvio dei corsi universitari per la formazione dei nuovi manager e della disciplina concorsuale di riferimento, di procedere al conferimento degli incarichi facendo sostanzialmente appello all’art. 15-septies del D.Lgs 502/92. In termini operativi l’art. 15-septies rappresenta una forma di reclutamento dei dirigenti che deroga ai principi generali dell’espletamento tassativo di un concorso pubblico. Sebbene il Legislatore aveva inteso consegnare alle aziende sanitarie uno strumento per superare difficoltà legate a situazioni molto particolari, come l’inserimento di nuove figure professionali necessarie alle aziende, l’utilizzo del dispositivo che se ne fa nel documento oggetto di analisi assomiglia per lo più ad un’elusione delle regole e un comodo strumento per favorire assunzioni rapide e clientelari. Ulteriore pasticcio legato al riferimento di legge citato è che tra le misure adottate con la legge sulla spending review c’è un divieto che il Legislatore ha posto fino alla realizzazione delle riduzione dei posti letto ospedalieri: la possibilità di conferire o rinnovare un incarico ex art. 15-septies del d.lgs. 502/1992.
Il riferimento all’art. 7 della legge 251/2000 per l’assunzione dei dirigenti infermieristici appare del tutto anacronistico poiché i Corsi Universitari per formare la nuova classe dirigente sono avviati da oltre dieci anni e la disciplina concorsuale è stata emanata con DPCM del 25 gennaio 2008 e pertanto la strada da percorrere era quella indicata di procedere alla selezione per concorso pubblico. Così mentre la maggior parte delle regioni d’Italia raccolgono i frutti dell’impegno della neonata classe dirigente, nel Lazio ancora si fa confusione su quali siano le modalità di selezione dei dirigenti infermieristici.
Avvilente appare anche il modello organizzativo suggerito per la costituzione della Dirigenza delle Professioni Sanitarie ossia un semplice “Servizio”!!
Sebbene il D. lgs 19 giugno 1999 n.229 indichi il modello dipartimentale quale “modello ordinario di gestione operativa di tutte le attività delle aziende sanitarie” e sebbene sia acclarato il vantaggio di un organizzazione dipartimentale soprattutto per quanto riguarda il raggiungimento di:
1. Obiettivi organizzativi, con miglioramento del coordinamento delle attività di assistenza, ricerca e formazione;
2. obiettivi clinici, con la promozione della qualità dell’assistenza;
3. obiettivi economici, con la realizzazione di economie di scala e di gestione;
4. obiettivi strategici, con la diffusione delle conoscenze e lo sviluppo delle competenze.
Il dispositivo di legge in oggetto suggerisce alla neo-Dirigenza uno strumento organizzativo inadeguato e superato (Il Servizio) quasi a voler rimarcare un’inadeguatezza intrinseca della dirigenza delle Professioni Sanitarie alla governance e al management.
La lettura del documento ci lascia l’amaro per le tante promesse infrante e i finti elogi, ma soprattutto per la considerazione che ne deriva dell’infermiere, semplici operai della sanità non in grado di esprimere scelte manageriale in grado di risollevare le sorti del SSR.
Coordinamento Regionale Nursing Up Lazio
Laura Rita Santoro Nursing Up
Michele Virgolesi Nursing Up
martedì 23 luglio 2013
Estate Maurina 2013 San Mauro Castelverde (PA)
Estate Maurina 2013 ricca di eventi, molti dei quali dedicati ai giovani, con la speranza, sempre forte, che possano credere in questo splendido paese e siano protagonisti del futuro di San Mauro Castelverde (PA).
Buona estate a tutti e buon divertimento.
Emanuele Martorana
lunedì 8 luglio 2013
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